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  curiosità

Sono curiosità trovate navigando in vari siti che vi consigliamo di visitare, in particolare:  www.petnet.it     ,         www.miciolandia.it

    cani       gatti

CANI

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Il 2006 è l'anno cinese del cane

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E' vero che i cani vedono solo in bianco e nero?
Non esattamente. In realtà questi animali distinguono una porzione dello spettro visibile, vale a dire alcuni colori. I loro fotorecettori, cioè le cellule che riconoscono i colori stessi, sono sensibili esclusivamente alle tinte blu e a quelle giallo-rosse, non distinguendo tutte quelle che tendono al giallo-verde. 

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Perché i cani di piccola taglia riescono a spaventare quelli molto più grossi di loro?
Non si tratta di paura, ma un effetto della selezione operata dall'uomo, che ha creato, dalla stessa specie, razze piccolissime o molto grandi. Questo fa sì che il cane di grossa taglia consideri quello piccolo non un suo pari, con cui eventualmente confrontarsi, ma un cucciolo, rispetto al quale dei comportamenti innati inibiscono generalmente ogni forma di violenza o aggressività.

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Il cane abbaia per manifestare aggressività?
No, l'abbaiare è, nel lupo, da cui il cane discende, un segnale d'allarme. Segnale che avverte gli altri membri del gruppo di una situazione pericolosa per il gruppo stesso. Nel cane, come nel lupo, un eventuale attacco è compiuto in silenzio e senza alcun segnale di preavviso, proprio per contare su un efficace effetto sorpresa.

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Perché i cani per orinare alzano la zampa?
Orinare nei cani, in particolare nei maschi, ha il preciso significato di marcare il proprio territorio. L'alzata della zampa permette non solo di lasciare dei segnali su degli oggetti verticali ma anche di posizionarli all'altezza del naso di altri cani. La presenza di oggetti verticali, inoltre, costituisce dei segnali di riferimento per tutti i cani, che li utilizzano, annusandoli, per verificare la presenza o meno di possibili concorrenti sessuali, alimentari o semplicemente di rango. Nelle femmine, infatti, l'alzata della zampa avviene molto raramente.

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Il cane "tutto orecchie" è Mister Jeffries, un Bassethound inglese con un'"apertura" di oltre 29 centimetri.

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Il cane più eroico del mondo è Balto, incrocio tra un lupo ed un cane pastore, che  nel 1925 per 5 giorni condusse una slitta per 1800 chilometri attraverso l'Alaska per portare medicinali per salvare un intero villaggio colpito dalla difterite. A Balto è stato dedicata una statua a New York a Central Park, e nel Museo di Cleveland è esposto il suo corpo imbalsamato. La sua impresa viene ricordata attualmente con una maratona di sleddogs tra i ghiacci dell'Alaska. Balto morì a 12 anni nel 1933, pochi mesi dopo l'istituzione di una fondazione a suo nome.

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Billy, un simpatico meticcio di Piglio (Frosinone) è protagonista di una storia commovente: da quando è morto il suo padrone Billy si reca ogni giorno al cimitero e si ferma per diversi minuti accanto alla tomba del suo amato padrone.
Una storia simile si ripete ad Anzio (Roma) dove il cucciolone Cippo, meticcio nero e marrone, è andato al cimitero a cercare la tomba del suo padrone, e quando l'ha trovata vi si è accoccolato davanti, cominciando a guaire, e lì è rimasto per molte ore. Da quel giorno vi si reca ogni giorno. 
Lo stesso fa Charlie, un meticcio di 8 anni proveniente da un canile, che quotidianamente percorre 12 chilometri per recarsi al cimitero di Casina (Reggio Emilia) dove è sepolto il suo padrone.
Queste storie ricordano quella famosa di Bobby, il cagnolino che a fine Ottocento venne nominato cittadino onorario di Edimburgo per consentirgli di vivere accanto alla tomba del suo padrone. La città lo ricorda con un monumento.

monumento a Bobby

monumento a Balto

www.petz.itwww.petz.it/animali/cane/file_principali/anatomia.htm  (anatomia del cane)

www.ciaopet.com (regioni, muscoli e ossa) sezione cani, cinotecnia, anatomia

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                                                    GATTI

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L'ailurofobia è la paura patologica dei gatti.

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I gatti non nascono con l'istinto della caccia. Se ai piccoli non vengono insegnate le tecniche della caccia, questi potrebbero non impararle mai.

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I gatti selvatici impiegano il 50% della loro giornata nella caccia per procurarsi il cibo, mentre i gatti domestici ne spendono solo il 15%.

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Se privati del l oro ambiente familiare, i gatti domestici riacquistano il loro istinto selvatico di sopravvivenza che prevede in primo luogo la caccia. 

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I gatti stabiliscono la propria territorialità anche mediante i graffi lasciati sugli alberi oppure sulla staccionata del giardino.

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Su un campione di 900 proprietari di gatti, il 96% ha dichiarato di parlare con il proprio gatto

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Molti gatti sono in grado di riconoscere il rumore dell'automobile del proprietario quando è vicino a casa e cominciano subito a fare le fusa.

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Oltre ai gatti, altri animali sono in grado di fare le fusa, come le civette, le iene e le manguste.

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I gattini nascono con gli occhi azzurri. Il colore vero e proprio comparirà verso le 12 settimane.

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Secondo una leggenda, il gatto dell'isola di Man sarebbe senza coda perché Noè chiuse la porta dell'arca con troppa premura.

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Un veterinario inglese, Frank Manolson, autore di importanti libri sui gatti, racconta un episodio commovente e curioso sullo spirito di solidarietà dei gatti. Il suo micetto di nome Malcom divenne una sorta di infermiere del suo studio veterinario, dedicandosi al conforto e alla rassicurazione degli animali pazienti, La sua specialità consisteva nell'affiancare criceti, cani, gatti e conigli che si risvegliavano dopo un intervento in anestesia generale.

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Le fusa vengono emesse dalla laringe e dal diaframma; se provate ad accarezzare il vostro gatto, sentirete vibrare la zona del collo e quella anteriore dell'addome. Si tratta di emissioni sonore sia lievissime sia a livelli di intensità molto alti a intervalli regolari di 30-50 millisecondi, con una breve pausa tra le fusa inspiratorie e quelle espiratorie. 

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Un gatto può precipitare anche da un'altezza notevole senza subire danni. Quando il gatto cade, i suoi occhi e un organo particolare situato all'interno dell'orecchio, cioè l'apparato vestibolare, informano rapidamente il cervello sulla posizione della testa rispetto al suolo. Immediatamente il cervello reagisce permettendo ai muscoli del collo di girare la testa nella direzione della caduta; in un secondo momento anche il resto del corpo segue l'andamento della testa e assume così una posizione adeguata prima dell'atterraggio, che può in questo modo avvenire sulle quattro zampe.

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Nel corpo del gatto lavorano 240 ossa e 500 muscoli.

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La grande flessibilità dei gatti è dovuta al fatto che le ossa della schiena sono collegate tra loro anche da muscoli, non solo da legamenti.

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Un gatto di 4 chili ha un cervello che pesa intorno ai 30 grammi e che è talmente avido di energia che il 20% del sangue che il cuore pompa finisce lì.

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La temperatura corporea di un gatto è più alta di quella degli umani ed oscilla tra i 38 e i 39 gradi.

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Il ritmo respiratorio è di circa 26 respirazioni al minuto.

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Il ritmo cardiaco di un gatto si aggira sui 110/140 battiti al minuto.

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I felini hanno solo 2 tipi di gruppo sanguigno: A e B.

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Ciò che permette al gatto di vedere al buio è il tapetum lucidum, formato da dieci strati di zinco e particolari proteine, riveste la retina e ha la funzione di intensificare la percezione delle immagini; riflettendo la luce come uno specchio, è quello che rende brillanti gli occhi del gatto al minimo barlume di luce.

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Recentemente si è scoperto che i gatti non vedono solo in bianco e nero, come si credeva: nelle loro retine, infatti, esistono cellule sensibili al verde e al blu e non si esclude la presenza di una cellula sensibile al rosso.

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Una delle poche somiglianze tra gli occhi dei gatti e quelli umani è che entrambi, avendo gli occhi disposti al centro della testa, possono godere di una vista binoculare.

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La vista dei gatti è molto acuta: ogni occhio ha un angolo visivo di 205 gradi, mentre la visione binoculare ne copre 180.

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I gatti camminano sulla punta delle dita; questo permette loro di correre molto veloci perché minore è la superficie in contatto col terreno, minore è l'attrito.

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Un gatto domestico può raggiungere una velocità media di corsa di 50 km/h. 

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Gatti, cammelli e giraffe si muovono allo stesso modo: prima la zampa anteriore e posteriore dello stesso lato, poi la zampa anteriore e posteriore dell'altro lato. Sono praticamente gli unici animali a quattro zampe che camminano così, ma il gatto è l'unico a farlo con un certo stile!

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Il gatto ha circa 20 milioni di terminazioni olfattive.

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L'uomo percepisce suoni con frequenza pari a 17 kHz, il cane arriva a 30 kHz, il gatto a 45 kHz.

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Il gatto più piccolo del mondo è Tinker Toy, un Persiano Himalayano, alto solo 7 cm. e lungo 19 cm.

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Il gatto più grande del mondo è Himmy, di razza tigrata, di peso 21,3 kg., alto 83,8 cm. e lungo 96,5 cm.

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Il gatto più vecchio è Puss, un soriano, vissuto fino a 36 anni.

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La mamma gatta più prolifica è Dusty, con 420 micini concepiti in 17 anni.

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La cucciolata più numerosa è stata concepita da una gatta siamese che ha partorito ben 19 micini in una sola volta.

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Secondo la tradizione, Maometto preferì tagliare un lembo della propria veste piuttosto che disturbare un gatto (domanda da "Chi vuol essere milionario" del 03/02/2007)

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Il più grande cacciatore è Towser, una femmina color tartaruga, che è riuscita a catturare ben 28899 topi!



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La vera storia del lancio in orbita della cagnetta Laika (04/11/1957)
22-11-2005 - Fonte: Repubblica.it e Antonella Sagone


WASHINGTON - Il cane che rincorse le stelle avrebbe di molto preferito continuare a rincorrere gatti e ciclisti per le strade di Mosca, se avesse potuto decidere lei, ma Laika non era un cane qualsiasi. Era un soldato, una bandiera, un latrato di battaglia, un monumento che l'Urss voleva costruire a se stessa con il materiale della Guerra fredda, con i motori, i missili, le ambizioni e, soprattutto, con le bugie della propaganda. Laika, la bastardina arruolata dagli accalappiacani di Kruscev nei vicoli di Mosca per essere la prima creatura vivente spedita in orbita, non morì la morte indolore nello spazio dopo una settimana di orbite, che la propaganda ci aveva raccontato allora, ma una morte orrenda e struggente, inscatolata nel minuscolo Sputnik, poche ore dopo il lancio. Il suo cuore di cane fu schiantato dal panico e dalla solitudine incomprensibile.

Un'altra delle perenni menzogne del potere in Russia, sovietico e non soltanto sovietico, viene a galla dopo 45 anni, dalla confessione di uno degli scienziati di quel programma spaziale che, tra il primo bip dello Sputnik e il viaggio di Gagarin attorno alla Terra, doveva essere la dimostrazione dei trionfi Socialisti sul nemico Capitalista. La prova della profezia di Nikita Kruscev all'Occidente, "in dieci anni vi seppelliremo".
Laika, insieme con Mushka e Albina, due altri cagnetti presi a caso tra i bastardini nelle vie della capitale, era stata scelta per la sua docilità, per la sua resistenza alle prove d'accelerazione nella centrifuga della "Città delle Stelle", la Houston alle porte di Mosca e, dannazione dei piccoli, per le sue dimensioni contenute. Non c'era molto spazio per ospitare un cane dentro lo Sputnik 2 dal peso totale di 108 chili, che i vettori sovietici erano in grado di sparare in orbita in quel novembre del 1957. Ma per piccina e mansueta che fosse, Laika era pur sempre un cane e ci volle tempo per adattarla a quel viaggio.

Con le sue compagne fu messa nel frullatore della centrifuga che le spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle pulsazioni cardiache, nella paura e nella fatica di pompare il sangue nel corpo schiacciato dall'accelerazione gravitazionale. Aveva, dice ora lo scienziato russo, una tendenza a soffrire di panico, perché il cuore impiegava poi il triplo di tempo rispetto alle sue compagne, prima di tornare a velocità normale.

Laika e le sue compagne furono costrette a vivere in gabbiette e contenitori sempre più piccoli e strette da catenelle sempre più strette, per periodi successivi di 3 settimane e a nutrirsi solo di gelatine, la pappa che sarebbe stato messo a bordo, perché lo potessero, poco alla volta, con parsimonia, leccare fino all'esaurimento e dunque alla morte. Alla fine dell'addestramento, se così possiamo chiamare quella tortura, la vediamo nelle foto d'epoca, che spunta con il muso scuro e gli occhi giustamente preoccupati, da una sorta di tubo di dentrificio nero, l'ogiva nella quale sarebbe stata sparata dalla base di Baikonur, strettamente incatenata, per impedirle di rivoltarsi e di muoversi dentro il tubo.

Mushka, oltre che piccola, era, per sua ulteriore sfortuna, anche la più intelligente. Era servita per collaudare i rudimentali strumenti di bordo, un ventilatore automatico che avrebbe dovuto raffreddare l'abitacolo quando, nei momenti di esposizione al sole durante le orbite la temperatura fosse salita oltre i 20 gradi.

Albina era stata sparata due volte con razzi, ma recuperata con paracadute dell'ogiva, per collaudare la resistenza al lancio. Ma Laika pescò la paglia corta. Fu scelta per il glorioso evento. E fu lanciata. Senza sapere che per lei non era stato previsto nessun rientro trionfale. Che sarebbe comunque morta girando attorno alla Terra. Il dottor Dimitri Malashenkov, lo specialista che la seguì, ha raccontato ieri a un congresso di medicina spaziale a Houston, le ultime ore di Laika. L'elettrocardiografia seguita via radio segnò un aumento parossistico delle pulsazioni quando i motori s'accesero e il missile cominciò a vibrare sollevandosi dalla piazzola, qualcosa che la cagnetta non aveva mai provato prima. Raggiunta la velocità orbitale, il ventilatore, secondo i leggendari standard del controllo di qualità sovietica, naturalmente non funzionò e la temperatura nella trappola spaziale cominciò a oscillare tra il caldo e il freddo estremi.

Il suo cuore di cane prese a battere irregolarmente, fibrillando quando l'assenza di peso rallentò di colpo le pulsazioni e alla quarta orbita, dopo 5 ore di tormento, il tracciato divenne misericordiosamente piatto. Forse fu la temperatura a ucciderla, o l'umidità che si era accumulata nel suo ansimare dentro quello spazio, o l'anidride carbonica che i filtri nella capsula avrebbero dovuto ripulire, ma che, probabilmente, non funzionarono a dovere. Il dottore non è sicuro. Ma chiunque conosca un cane e abbia visto gli occhi di Laika mentre la insaccano dentro la sua gabbia, sa di che cosa è morta quella cagnetta, è morta di paura e di solitudine. Di stress, se si preferisce un'espressione più asettica. Sognando i vicoli di Mosca, il branco dei randagi e i gatti che non avrebbe più rincorso, la mano di quegli uomini ai quali si era sicuramente affezionata, senza sapere quello che loro stavano preparando per lei. Il funerale di Laika fu lungo. Andò avanti per 6 mesi e 2.570 orbite, mentre il Cremlino mentiva sulla sopravvivenza di Laika nello spazio indicata in "oltre quattro giorni" e l'America si rodeva nella sua goffa rincorsa con missili che esplodevano dopo il lancio e scimpanzé africani che stava addestrando per inseguire i cani russi.

Fu cremata l'8 aprile del 1958, quando lo Spuntik-2 perse velocità e rientrò nell'atmosfera, consumandosi in un ultimo, piccolo falò delle vanità ideologiche e della crudeltà umana. Tre anni dopo, il 12 aprile del '61, un essere umano dal coraggio ultraterreno, Yuri Gagarin la seguì, sapendo che avrebbe potuto fare la fine della cagnetta che l'aveva preceduto e che era stata sacrificata per lui, da un regime che trattava gli uomini come cani e dunque i cani come gli uomini. Troppo tardi per fare compagnia a Laika e portarla a passeggio tra le stelle.

Vittorio Zucconi

Tratto da: www.repubblica.it

 

 

 

 
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Aggiornato il: 11 marzo 2010