E' vero che i cani vedono solo in bianco e nero?
Non esattamente. In realtà questi animali distinguono una porzione dello
spettro visibile, vale a dire alcuni colori. I loro fotorecettori, cioè le
cellule che riconoscono i colori stessi, sono sensibili esclusivamente alle
tinte blu e a quelle giallo-rosse, non distinguendo tutte quelle che tendono
al giallo-verde.
Perché i cani di piccola taglia riescono a spaventare
quelli molto più grossi di loro?
Non si tratta di paura, ma un effetto della selezione operata dall'uomo, che
ha creato, dalla stessa specie, razze piccolissime o molto grandi. Questo fa
sì che il cane di grossa taglia consideri quello piccolo non un suo pari,
con cui eventualmente confrontarsi, ma un cucciolo, rispetto al quale dei
comportamenti innati inibiscono generalmente ogni forma di violenza o
aggressività.
Il cane abbaia per manifestare aggressività?
No, l'abbaiare è, nel lupo, da cui il cane discende, un segnale d'allarme.
Segnale che avverte gli altri membri del gruppo di una situazione pericolosa
per il gruppo stesso. Nel cane, come nel lupo, un eventuale attacco è
compiuto in silenzio e senza alcun segnale di preavviso, proprio per contare
su un efficace effetto sorpresa.
Perché i cani per orinare alzano la zampa?
Orinare nei cani, in particolare nei maschi, ha il preciso significato di
marcare il proprio territorio. L'alzata della zampa permette non solo di
lasciare dei segnali su degli oggetti verticali ma anche di posizionarli
all'altezza del naso di altri cani. La presenza di oggetti verticali,
inoltre, costituisce dei segnali di riferimento per tutti i cani, che li
utilizzano, annusandoli, per verificare la presenza o meno di possibili
concorrenti sessuali, alimentari o semplicemente di rango. Nelle femmine,
infatti, l'alzata della zampa avviene molto raramente.
Il cane "tutto orecchie" è Mister Jeffries, un
Bassethound inglese con un'"apertura" di oltre 29 centimetri.
Il cane più eroico del mondo è Balto, incrocio tra un
lupo ed un cane pastore, che nel 1925 per 5 giorni condusse una slitta
per 1800 chilometri attraverso l'Alaska per portare medicinali per salvare
un intero villaggio colpito dalla difterite. A Balto è stato dedicata una
statua a New York a Central Park, e nel Museo di Cleveland è esposto il suo
corpo imbalsamato. La sua impresa viene ricordata attualmente con una
maratona di sleddogs tra i ghiacci dell'Alaska. Balto morì a 12 anni nel
1933, pochi mesi dopo l'istituzione di una fondazione a suo nome.
Billy, un simpatico meticcio di Piglio (Frosinone) è
protagonista di una storia commovente: da quando è morto il suo padrone
Billy si reca ogni giorno al cimitero e si ferma per diversi minuti accanto
alla tomba del suo amato padrone.
Una storia simile si ripete ad Anzio (Roma) dove il cucciolone Cippo,
meticcio nero e marrone, è andato al cimitero a cercare la tomba del suo
padrone, e quando l'ha trovata vi si è accoccolato davanti, cominciando a
guaire, e lì è rimasto per molte ore. Da quel giorno vi si reca ogni
giorno.
Lo stesso fa Charlie, un meticcio di 8 anni proveniente da un canile, che
quotidianamente percorre 12 chilometri per recarsi al cimitero di Casina
(Reggio Emilia) dove è sepolto il suo padrone.
Queste storie ricordano quella famosa di Bobby, il cagnolino che a fine
Ottocento venne nominato cittadino onorario di Edimburgo per consentirgli di
vivere accanto alla tomba del suo padrone. La città lo ricorda con un
monumento.
I gatti non nascono con l'istinto della caccia. Se ai
piccoli non vengono insegnate le tecniche della caccia, questi potrebbero
non impararle mai.
I gatti selvatici impiegano il 50% della loro giornata nella
caccia per procurarsi il cibo, mentre i gatti domestici ne spendono solo il
15%.
Se privati del l oro ambiente familiare, i gatti domestici
riacquistano il loro istinto selvatico di sopravvivenza che prevede in primo
luogo la caccia.
I gatti stabiliscono la propria territorialità anche
mediante i graffi lasciati sugli alberi oppure sulla staccionata del
giardino.
Su un campione di 900 proprietari di gatti, il 96% ha
dichiarato di parlare con il proprio gatto
Molti gatti sono in grado di riconoscere il rumore
dell'automobile del proprietario quando è vicino a casa e cominciano subito
a fare le fusa.
Oltre ai gatti, altri animali sono in grado di fare le fusa,
come le civette, le iene e le manguste.
I gattini nascono con gli occhi azzurri. Il colore vero e
proprio comparirà verso le 12 settimane.
Secondo una leggenda, il gatto dell'isola di Man sarebbe
senza coda perché Noè chiuse la porta dell'arca con troppa premura.
Un veterinario inglese, Frank Manolson, autore di importanti
libri sui gatti, racconta un episodio commovente e curioso sullo spirito di
solidarietà dei gatti. Il suo micetto di nome Malcom divenne una sorta di
infermiere del suo studio veterinario, dedicandosi al conforto e alla
rassicurazione degli animali pazienti, La sua specialità consisteva
nell'affiancare criceti, cani, gatti e conigli che si risvegliavano dopo un
intervento in anestesia generale.
Le fusa vengono emesse dalla laringe e dal diaframma; se
provate ad accarezzare il vostro gatto, sentirete vibrare la zona del collo
e quella anteriore dell'addome. Si tratta di emissioni sonore sia lievissime
sia a livelli di intensità molto alti a intervalli regolari di 30-50
millisecondi, con una breve pausa tra le fusa inspiratorie e quelle
espiratorie.
Un gatto può precipitare anche da un'altezza notevole senza
subire danni. Quando il gatto cade, i suoi occhi e un organo particolare
situato all'interno dell'orecchio, cioè l'apparato vestibolare, informano
rapidamente il cervello sulla posizione della testa rispetto al suolo.
Immediatamente il cervello reagisce permettendo ai muscoli del collo di
girare la testa nella direzione della caduta; in un secondo momento anche il
resto del corpo segue l'andamento della testa e assume così una posizione
adeguata prima dell'atterraggio, che può in questo modo avvenire sulle
quattro zampe.
Nel corpo del gatto lavorano 240 ossa e 500 muscoli.
La grande flessibilità dei gatti è dovuta al fatto che
le ossa della schiena sono collegate tra loro anche da muscoli, non solo da
legamenti.
Un gatto di 4 chili ha un cervello che pesa intorno ai 30
grammi e che è talmente avido di energia che il 20% del sangue che il cuore
pompa finisce lì.
La temperatura corporea di un gatto è più alta di quella
degli umani ed oscilla tra i 38 e i 39 gradi.
Il ritmo respiratorio è di circa 26 respirazioni al
minuto.
Il ritmo cardiaco di un gatto si aggira sui 110/140
battiti al minuto.
I felini hanno solo 2 tipi di gruppo sanguigno: A e B.
Ciò che permette al gatto di vedere al buio è il tapetum
lucidum, formato da dieci strati di zinco e particolari proteine, riveste la
retina e ha la funzione di intensificare la percezione delle immagini;
riflettendo la luce come uno specchio, è quello che rende brillanti gli
occhi del gatto al minimo barlume di luce.
Recentemente si è scoperto che i gatti non vedono solo in
bianco e nero, come si credeva: nelle loro retine, infatti, esistono cellule
sensibili al verde e al blu e non si esclude la presenza di una cellula
sensibile al rosso.
Una delle poche somiglianze tra gli occhi dei gatti e
quelli umani è che entrambi, avendo gli occhi disposti al centro della
testa, possono godere di una vista binoculare.
La vista dei gatti è molto acuta: ogni occhio ha un
angolo visivo di 205 gradi, mentre la visione binoculare ne copre 180.
I gatti camminano sulla punta delle dita; questo permette
loro di correre molto veloci perché minore è la superficie in contatto col
terreno, minore è l'attrito.
Un gatto domestico può raggiungere una velocità media di
corsa di 50 km/h.
Gatti, cammelli e giraffe si muovono allo stesso modo:
prima la zampa anteriore e posteriore dello stesso lato, poi la zampa
anteriore e posteriore dell'altro lato. Sono praticamente gli unici animali
a quattro zampe che camminano così, ma il gatto è l'unico a farlo con un
certo stile!
Il gatto ha circa 20 milioni di terminazioni olfattive.
L'uomo percepisce suoni con frequenza pari a 17 kHz, il
cane arriva a 30 kHz, il gatto a 45 kHz.
Il gatto più piccolo del mondo è Tinker Toy, un Persiano
Himalayano, alto solo 7 cm. e lungo 19 cm.
Il gatto più grande del mondo è Himmy, di razza tigrata,
di peso 21,3 kg., alto 83,8 cm. e lungo 96,5 cm.
Il gatto più vecchio è Puss, un soriano, vissuto fino a 36
anni.
La mamma gatta più prolifica è Dusty, con 420 micini
concepiti in 17 anni.
La cucciolata più numerosa è stata concepita da una gatta
siamese che ha partorito ben 19 micini in una sola volta.
Secondo la tradizione, Maometto preferì tagliare un lembo
della propria veste piuttosto che disturbare un gatto (domanda da "Chi vuol
essere milionario" del 03/02/2007)
Il più grande cacciatore è Towser, una femmina color
tartaruga, che è riuscita a catturare ben 28899 topi!
La vera storia del lancio in
orbita della cagnetta Laika (04/11/1957)
22-11-2005 - Fonte: Repubblica.it e Antonella Sagone
WASHINGTON - Il cane che rincorse le stelle avrebbe
di molto preferito continuare a rincorrere gatti e ciclisti per le
strade di Mosca, se avesse potuto decidere lei, ma Laika non era un
cane qualsiasi. Era un soldato, una bandiera, un latrato di
battaglia, un monumento che l'Urss voleva costruire a se stessa con
il materiale della Guerra fredda, con i motori, i missili, le
ambizioni e, soprattutto, con le bugie della propaganda. Laika, la
bastardina arruolata dagli accalappiacani di Kruscev nei vicoli di
Mosca per essere la prima creatura vivente spedita in orbita, non
morì la morte indolore nello spazio dopo una settimana di orbite,
che la propaganda ci aveva raccontato allora, ma una morte orrenda e
struggente, inscatolata nel minuscolo Sputnik, poche ore dopo il
lancio. Il suo cuore di cane fu schiantato dal panico e dalla
solitudine incomprensibile.
Un'altra delle perenni menzogne del potere in Russia, sovietico e
non soltanto sovietico, viene a galla dopo 45 anni, dalla
confessione di uno degli scienziati di quel programma spaziale che,
tra il primo bip dello Sputnik e il viaggio di Gagarin attorno alla
Terra, doveva essere la dimostrazione dei trionfi Socialisti sul
nemico Capitalista. La prova della profezia di Nikita Kruscev
all'Occidente, "in dieci anni vi seppelliremo".
Laika, insieme con Mushka e Albina, due altri cagnetti presi a caso
tra i bastardini nelle vie della capitale, era stata scelta per la
sua docilità, per la sua resistenza alle prove d'accelerazione
nella centrifuga della "Città delle Stelle", la Houston
alle porte di Mosca e, dannazione dei piccoli, per le sue dimensioni
contenute. Non c'era molto spazio per ospitare un cane dentro lo
Sputnik 2 dal peso totale di 108 chili, che i vettori sovietici
erano in grado di sparare in orbita in quel novembre del 1957. Ma
per piccina e mansueta che fosse, Laika era pur sempre un cane e ci
volle tempo per adattarla a quel viaggio.
Con le sue compagne fu messa nel frullatore della centrifuga che le
spingeva il cuore fino a tre volte il ritmo normale delle pulsazioni
cardiache, nella paura e nella fatica di pompare il sangue nel corpo
schiacciato dall'accelerazione gravitazionale. Aveva, dice ora lo
scienziato russo, una tendenza a soffrire di panico, perché il
cuore impiegava poi il triplo di tempo rispetto alle sue compagne,
prima di tornare a velocità normale.
Laika
e le sue compagne furono costrette a vivere in gabbiette e
contenitori sempre più piccoli e strette da catenelle sempre più
strette, per periodi successivi di 3 settimane e a nutrirsi solo di
gelatine, la pappa che sarebbe stato messo a bordo, perché lo
potessero, poco alla volta, con parsimonia, leccare fino
all'esaurimento e dunque alla morte. Alla fine dell'addestramento,
se così possiamo chiamare quella tortura, la vediamo nelle foto
d'epoca, che spunta con il muso scuro e gli occhi giustamente
preoccupati, da una sorta di tubo di dentrificio nero, l'ogiva nella
quale sarebbe stata sparata dalla base di Baikonur, strettamente
incatenata, per impedirle di rivoltarsi e di muoversi dentro il
tubo.
Mushka, oltre che piccola, era, per sua ulteriore sfortuna, anche la
più intelligente. Era servita per collaudare i rudimentali
strumenti di bordo, un ventilatore automatico che avrebbe dovuto
raffreddare l'abitacolo quando, nei momenti di esposizione al sole
durante le orbite la temperatura fosse salita oltre i 20 gradi.
Albina era stata sparata due volte con razzi, ma recuperata con
paracadute dell'ogiva, per collaudare la resistenza al lancio. Ma
Laika pescò la paglia corta. Fu scelta per il glorioso evento. E fu
lanciata. Senza sapere che per lei non era stato previsto nessun
rientro trionfale. Che sarebbe comunque morta girando attorno alla
Terra. Il dottor Dimitri Malashenkov, lo specialista che la seguì,
ha raccontato ieri a un congresso di medicina spaziale a Houston, le
ultime ore di Laika. L'elettrocardiografia seguita via radio segnò
un aumento parossistico delle pulsazioni quando i motori s'accesero
e il missile cominciò a vibrare sollevandosi dalla piazzola,
qualcosa che la cagnetta non aveva mai provato prima. Raggiunta la
velocità orbitale, il ventilatore, secondo i leggendari standard
del controllo di qualità sovietica, naturalmente non funzionò e la
temperatura nella trappola spaziale cominciò a oscillare tra il
caldo e il freddo estremi.
Il
suo cuore di cane prese a battere irregolarmente, fibrillando quando
l'assenza di peso rallentò di colpo le pulsazioni e alla quarta
orbita, dopo 5 ore di tormento, il tracciato divenne
misericordiosamente piatto. Forse fu la temperatura a ucciderla, o
l'umidità che si era accumulata nel suo ansimare dentro quello
spazio, o l'anidride carbonica che i filtri nella capsula avrebbero
dovuto ripulire, ma che, probabilmente, non funzionarono a dovere.
Il dottore non è sicuro. Ma chiunque conosca un cane e abbia visto
gli occhi di Laika mentre la insaccano dentro la sua gabbia, sa di
che cosa è morta quella cagnetta, è morta di paura e di
solitudine. Di stress, se si preferisce un'espressione più
asettica. Sognando i vicoli di Mosca, il branco dei randagi e i
gatti che non avrebbe più rincorso, la mano di quegli uomini ai
quali si era sicuramente affezionata, senza sapere quello che loro
stavano preparando per lei. Il funerale di Laika fu lungo. Andò
avanti per 6 mesi e 2.570 orbite, mentre il Cremlino mentiva sulla
sopravvivenza di Laika nello spazio indicata in "oltre quattro
giorni" e l'America si rodeva nella sua goffa rincorsa con
missili che esplodevano dopo il lancio e scimpanzé africani che
stava addestrando per inseguire i cani russi.
Fu cremata l'8 aprile del 1958, quando lo Spuntik-2 perse velocità
e rientrò nell'atmosfera, consumandosi in un ultimo, piccolo falò
delle vanità ideologiche e della crudeltà umana. Tre anni dopo, il
12 aprile del '61, un essere umano dal coraggio ultraterreno, Yuri
Gagarin la seguì, sapendo che avrebbe potuto fare la fine della
cagnetta che l'aveva preceduto e che era stata sacrificata per lui,
da un regime che trattava gli uomini come cani e dunque i cani come
gli uomini. Troppo tardi per fare compagnia a Laika e portarla a
passeggio tra le stelle.
scrivici i tuoi
consigli, le tue domande, mandaci notizie dei nostri ex-ospiti,
chiedici informazioni, contattaci se vuoi donare qualcosa al canile o
se sei interessato all'adozione a distanza.
Paola sarà lieta di risponderti ed eventualmente passerà la tua e-mail
a chi di competenza. inserisci nella tua e-mail anche il tuo numero di
telefono (perchè per altri volontari è più semplice chiamarti).