Protezione Animali di Legnano (P.A.L.)
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quattro ..... zampettate in libreria

Se hai letto un libro sugli animali che ti è particolarmente piaciuto e che vuoi consigliare ai visitatori del nostro sito, mandaci la tua personale "recensione" e noi la pubblicheremo.
Grazie della collaborazione.

Io e Marley
di John Grogan
ed. Sperling & Kupfer
www.marleyandme.com

Il primo libro di un famoso giornalista americano è dedicato a Marley, il labrador che John e Jenny Grogan hanno portato a casa poco dopo il loro matrimonio, e che ha vissuto con loro per 14 anni, accompagnandoli nell'avventura quotidiana della famiglia.
E' il racconto della loro vita, intesa proprio come condivisione di tutti i momenti, quelli belli e quelli brutti, che una normale famiglia deve affrontare.
Il Prologo è dedicato ad un altro cane, il primo compagno di vita di John,  un bastardino di nome Shaun, anche lui adottato da cucciolo e che offre al suo giovane amico "l'infanzia che ogni bambino merita".
La vita va avanti, e poco dopo il matrimonio con Jenny, i due decidono di voler allargare la famiglia con un cane (per cominciare !!): senza ponderare troppo la decisione, rispondono ad un annuncio sul giornale e vanno a scegliere il loro cucciolo. Scelgono quello che salta loro addosso, lecca le loro facce e mastica i lacci delle scarpe.
Per il nome, alla fine decidono per Marley (come Bob Marley), ma essendo un cane di razza, con pedigree, il suo vero nome è: "Grogan's Majestic Marley of Churchill" !!!!!
La nuova casa del cucciolo doveva essere il magazzino, ma è chiaro fin dall'inizio che Marley ama la compagnia, e riesce a farsi sistemare in camera, proprio accanto al letto, vicino al suo nuovo amico.
Così comincia la nuova vita a 3, piena di episodi divertenti, alcuni momenti imbarazzanti, un momento di grande difficoltà dopo la nascita del primo figlio con la depressione post-parto (col rischio per Marley di dover lasciare la famiglia, rischio per fortuna scongiurato), un paio di traslochi, una parte in un film, l'espulsione dal primo corso di addestramento (ma si rifarà col secondo, anche se poi si mangia il diploma !!), e l'arrivo di altri due "fratellini".
Alcuni momenti del libro strappano davvero una risata, in particolare a chi magari rivede se stesso ed il suo cane in John e Marley, ed in particolare quando John cerca di "tradurre" i pensieri dell'amico: "Ti prego ! Ti prego! Ti prego" Farò il bravo ! Lo prometto!" .... e come andrà a finire già lo puoi immaginare ...
Il 27 ° capitolo, invece,  farà di certo scendere qualche lacrima, se non di più, a chiunque abbia un animo sensibile: dopo 14 anni di convivenza e lealtà assoluta, Marley lascia per sempre la famiglia di John con un'iniezione che lo libera dalle sofferenze.
Dopo il funerale e la sepoltura sotto i ciliegi di casa, John dedica al suo grande amico un articolo sul suo giornale: "Marley mi ha insegnato a vivere ogni giorno con sfrenata esuberanza e gioia, a cogliere il momento e a seguire il mio cuore. Mi ha insegnato ad apprezzare le cose semplici .... soprattutto mi ha insegnato l'amicizia, l'altruismo e una profonda devozione ".
L'ultimo capitolo contiene un altro pensiero che tengo a riportare: "Gli amanti degli animali sono una speciale razza umana, generosa di spirito, piena di empatia, forse un po' incline al sentimentalismo, e con cuori immensi come un cielo senza nuvole". Quasi 800 persone hanno contattato John per essergli vicino dopo questa enorme perdita.
Tanto amore non può andare perduto, e presto un altro cane del canile consocerà la famiglia Grogan.
Mi resta poco altro da dire: un racconto d'amore, un amore puro, leale e devoto da entrambe le parti, un amore che va oltre le difficoltà e supera qualsiasi ostacolo. Un amore che dura tutta la vita, com'è giusto che sia tra un quattrozampe e la sua famiglia.
Spero che ci siano tante famiglie che possano condividere questa esperienza, e che di sicuro apprezzeranno questo sincero e affettuoso omaggio al "grande Marley".

AMARE, CAPIRE, EDUCARE
IL PROPRIO GATTO
di JOËL DEHASSE

segnalato da Andrea:

Nessun altro animale vive tra noi, nelle nostre case, più del gatto. Eppure c’è ancora tanta curiosità riguardo al suo comportamento, alle sue abitudini.
All’apparenza refrattario a qualsiasi tipo di regola, in realtà anche il
gatto può essere «educato», si può fare in modo, cioè, che tra noi e lui si instauri un rapporto pieno, di reciproco rispetto.

In queste pagine dedicate all’animale domestico più diffuso in Europa, Joël Dehasse, veterinario specializzato nello studio del loro comportamento, ci fornisce diverse preziose chiavi di lettura per meglio comprendere l’indole dei nostri amici a quattro zampe, e lo fa con semplicità e chiarezza, mettendo davvero la sua competenza al nostro servizio.

Attraverso le tappe graduali, di un percorso in cui l’uomo e l’animale imparano a conoscersi e ad accettarsi senza prevaricazioni si può far sì che il nostro gatto ci consideri un amico e un punto di riferimento e non solo una presenza abitudinaria.
A questo scopo occorre capire bene il suo «linguaggio», i suoi ritmi, perché solo così potremo comprenderne le esigenze e insegnargli le nostre regole più semplici.

Il libro ci insegna a rendere ancora più confortevole l’esistenza del micio entrato a far parte della nostra famiglia, senza pretendere da lui una ridicola sudditanza, ma riconoscendo invece la sua natura, i suoi istinti, i suoi rituali.

Educare un gatto, sostiene Dehasse, significa permettergli di vivere una vita da gatto in un ambiente di esseri umani, per essere felici in due.Joël Dehasse
L’autore
Joël Dehasse, è un veterinario, specializzato nel comportamento degli animali domestici. Conferenziere internazionale, è animatore di un gruppo di ricerca sul mondo degli animali e autore di altri libri (Il cane aggressivo, Chats hors du commun) e di numerosi articoli.

Indice

     
7    Introduzione
     13    Le rappresentazioni
      17    La comunicazione
      29    Le organizzazioni sociali
      41    L’aggressività
      49    Tra gatti
      57    Una questione di ritmi
      61    Scegliere un gatto
      71    Imparare da piccoli
      75    Crescere forti e saggi
      85    Imparare giocando
      93    Pedagogia dell’educatore
      97    I grandi principi educativi
    101    Le tecniche educative
    107    Consigli per un gatto pulito
    113    Il rispetto dell’habitat
    119    Il rispetto delle persone
    125    Il rispetto degli uccelli
    131    Un gatto in appartamento
    139    Un gatto al guinzaglio
    143    «Seduto, accucciato, vieni qui!»
    151    I problemi dei gatti
    155    La gattamorta
   157    Bibliografia commentata

dal libro
Introduzione

Si educa un gatto?

Siete scettici?La mamma gatta educa i suoi gattini. Non pensate di poter fare altrettanto? Vorreste vivere con un gatto «sereno», pulito, affettuoso ma pur sempre un vero felino?Se desiderate le istruzioni per l’uso del gatto, eccole.

A cosa serve educare un gatto?

Ho scritto questo libro per facilitarvi la vita con il vostro gatto. Se sperate di trovare in questo manuale metodi sofisticati, complicati o complessi per crescere un gatto da circo, è meglio che non lo acquistiate.
Questo è, invece, il manuale del perfetto gatto domestico.Educare un gatto significa permettergli di vivere una vita da gatto in un ambiente di esseri umani, in armonia e rispetto tra specie diverse. Educare per convivere e interagire.Educare per essere felici in due: un gatto felice e un uomo felice!Comprendere il gatto è facile.
Pensavate il contrario?Pensavate che fosse impossibile educare un gatto?Siete stati indotti in errore. Comprendere ed educare un gatto è semplice. È alla portata di tutti. Bisogna soltanto sapere come fare, e io vi svelerò tutti i «segreti»!

A chi serve questo libro?

A voi.Vi state affacciando per la prima volta sul mondo dei gatti?Oppure, avete gatti sin dalla vostra infanzia, il gatto non ha più segreti per voi eppure vi morde le caviglie e non vi fa dormire la notte?O ancora, siete veterinari?Dimentico qualcuno? Ho scritto questa guida per voi; per mettervi a disposizione delle tecniche, per fornivi un manuale che aiuti chi possiede un gatto, per consigliare i vostri clienti.Leggete questo libro ancor prima di avere un gatto! Nell’ambito del comportamento, il migliore educatore  è colui che riesce a evitare i problemi e per fare questo è necessario prevedere ciò che farà il gatto. Bisogna, quindi, conoscerlo intimamente.
Come nell’apprendimento di una lingua straniera, bisogna immergersi nella lingua, nella cultura, nelle espressioni idiomatiche.

E' vietato fallire

Questa guida non consente il fallimento. È impossibile sbagliare nell’educazione del proprio gatto seguendo le tecniche descritte qui di seguito. Se non dovesse funzionare è meglio consultare un veterinario comportamentista, è possibile che il gatto abbia un problema.

Una chiave per leggere il libro

Vi consiglio una prima lettura di questo libro seguendo l’ordine dei capitoli. In seguito, a una seconda lettura, scegliete l’argomento che preferite e svisceratelo. Leggete e sperimentate. L’indice analitico vi permette di ritrovare agevolmente gli argomenti per una lettura approfondita.

Al di là dei luoghi comuni

Adoro un gatto che si diverte.Mi piacciono i proprietari che sono contenti.Se non avete voglia di divertirvi in compagnia di un gatto, o meglio di più gatti, questa guida non fa per voi.

Il gatto è adatto alla vita in appartamento?

È una domanda seria. Piccolo, di facile ed economico mantenimento, indipendente, poco gerarchizzato, il gatto è l’animale da compagnia ideale e, probabilmente, il nostro futuro compagno.Come partner sociale principale prima o poi spodesterà il cane, se non è già successo. Se gli allevatori dovessero creare un gatto d’appartamento, i suoi genitori dovrebbero avere queste caratteristiche:
• comportamenti di caccia limitati, atrofizzati;
• tolleranza al contatto fisico e alla manipolazione;
• tolleranza alla vita in uno spazio compreso tra i cinquanta e i cento metri quadrati (spazio vitale limitato);
• domesticazione e socievolezza accresciute; ricerca del contatto sociale con l’essere umano;
• comportamenti di marcatura familiare (strofinamenti) rilevanti;
• marcatura d’eccitazione (urinaria) inesistente;
• marcatura di presenza (per mezzo di unghiate) inesistente;
• basso livello di eccitabilità emotiva;
• presenza di comportamenti di gioco (per attivare l’attenzione e l’ammirazione dei proprietari) ecc.
Ma un gatto che presentasse tutte queste caratteristiche sarebbe ancora un gatto?È certo che il gatto d’appartamento non può essere il piccolo felino selvatico dei nostri focolari; deve essere una sua versione asettica, e questo è possibile. Aspettando che gli allevatori ci programmino questo piccolo gioiello, possiamo selezionare il gatto ideale!

Il rispetto dell’habitat

È ragionevole far entrare un gatto in una casa o in un appartamento? È una domanda che evidentemente i nostri antenati non si sono fatti! Il gatto si è imposto nei magazzini di cereali per sostituire i mustelidi o i serpenti utilizzati sino ad allora contro i roditori.Che il gatto viva in natura, in una fattoria, in una casa di città o in un appartamento, non è che lui che deve adattarsi all’ambiente, ma è l’habitat che deve essere adatto a lui. Sì ma… il gatto gratta, gioca con gli oggetti, mangia alcune piante e scava la terra. Lo lascereste sempre fare?

Le unghiate

Abbiamo visto che le unghiate sono marchi di presenza (e d’isolamento), lasciati vicino ai luoghi di riposo e di passaggio. La graffiata ha una triplice valenza:
1) facilita lo stiracchiamento del gatto;
2) lascia una marcatura visibile;
3) lascia una marcatura odorosa, un feromone.
Stiracchiarsi, fare dello stretching, è una passione per il gatto. Si stira fino a terra, piantando le unghie nel tappeto o nel rivestimento di una sedia o di una poltrona, distendendo prima una zampa e poi l’altra. I danni prodotti non sono gravi, ma talvolta un lembo di tappeto si lacera.Il gatto si stira anche contro un muro e il piede di un mobile, ma in questo caso le unghie delle zampe anteriori vengono conficcate nell’oggetto e lo rovinano. Lo scopo non è tanto quello di stirarsi, né di «farsi le unghie», quanto di depositare un marchio verticale su un supporto ben visibile. Il marchio, una volta impresso, è indelebile! E nonostante questo viene regolarmente rinnovato. È inaccettabile e indesiderabile dover dire addio a tappezzeria a righe, poltrone di velluto e tutto il resto!È chiaro che bisogna cercare di trovare una soluzione, insegnando al gatto a non graffiare la mobilia! Esistono dei grattatoi per gatto. Un grattatoio verticale è più efficace di un grattatoio orizzontale posato sul pavimento. Un grosso ceppo di mezzo metro d’altezza, poggiato contro il muro e ben fermo, è di certo più interessante della carta da parati. Ovviamente non bisogna nasconderlo, visto che il marchio visivo viene lasciato in un punto ben visibile. L’ideale è il legno d’ulivo, ma se non c’è, va bene qualsiasi altro legno. Conservate qualche nocciolo d’oliva e strofinatelo sul grattatoio improvvisato, ne aumenterà considerevolmente l’interesse del vostro felino.Nonostante il nostro gatto possieda il suo grattatoio, è comunque possibile che vada a graffiare altrove. Sorvegliate il diavoletto. Al più piccolo tentativo di graffiata fuori luogo, punitelo utilizzando una delle correzioni proposte. Attenzione! È necessario precisare che se volete che il vostro gatto impari a comportarsi adeguatamente in ogni circostanza, sia in vostra presenza sia in vostra assenza, non deve vedervi mentre lo punite. Non dite niente, uno spruzzo d’acqua è sufficiente. Non guardatelo negli occhi, giratevi. Fate come se non aveste fatto niente! È quello che chiamo la punizione a distanza, la telepunizione!
Non possedete una pistola ad acqua o un vaporizzatore? Tirate un mazzo di chiavi o una scarpa vicino al gatto, non addosso al gatto. Non vogliamo fargli male, ma soltanto sorprenderlo, distrarlo.
Se non siete sempre presenti per sorvegliare il vostro gatto e lui ha già fatto dei danni in vostra assenza, bisogna che l’oggetto graffiato sia esso stesso una punizione, che reagisca contro il gatto! Quale «trucco» usare?
• Camuffate la graffiatura con un tessuto liscio, in modo che il gatto non sia stimolato a tornare a graffiarlo;
• prendete una trappola per topi, togliete il gancio, tirate la molla, girate la trappola e posatela per terra vicino al punto graffiato;
• usate diverse trappole da posizionare in punti strategici.
Quando il gatto si avvicina al posto così sistemato, rischia di toccare una delle trappole, che si capovolgerà all’improvviso davanti a lui e lo sorprenderà. Il gatto eviterà la zona così difesa e andrà a graffiare altrove. Ovviamente va messo a sua disposizione, bene in vista, un grattoio adeguato. Infatti, punire non insegna nuovi comportamenti, e in mancanza di un adeguato supporto da graffiare, il gatto si rimetterà a raschiare quello che considererà un giusto supporto.

Il rispetto degli oggetti

Dall’età di quattro settimane, il gattino gioca con gli oggetti nello stesso modo in cui l’adulto si comporta con le prede. Al momento dello svezzamento, intorno alle sette o otto settimane, il gioco con gli oggetti si intensifica. È un segnale di distacco dalla madre e di inserimento in un proprio ambiente: il cucciolo diventa grande!
A questa tenera età, egli è nel pieno del periodo di massima ricettività per l’apprendimento e anche la scelta degli oggetti è sottoposta a criteri di preferenza, di condizionamento. Forniamo ai gattini degli oggetti appropriati, specifici e non pericolosi. Un oggetto adeguato è quello di piccola taglia, mobile o facile da trasportare con la bocca. È considerato innocuo se i suoi componenti non possono essere ingeriti. In sostanza, quello che serve è un’esca, qualcosa che sembri un topo o una zampa di coniglio, che possa anche emettere dei suoni. Questi oggetti sono disponibili in commercio.Sin dall’inizio bisogna proibire al gatto di usare oggetti inadeguati (oggetti preziosi o di valore affettivo, statuette ecc.) e attivare il gioco muovendone uno di specifico.

La scalata dei mobili

Il gatto è un arrampicatore nato. Egli vive in un mondo a tre dimensioni e non si accontenta di camminare a terra, ma esplora tutti i livelli, tutte le superfici accessibili, aumentando così la dimensione del suo spazio vitale.
Forse avete una collezione di oggetti preziosi su un ripiano, di piccole civette che arrivano da varie parti del mondo, di piccole anatre multicolori… Attenzione perché il gatto non possiede la nozione di ciò che è prezioso. Con un balzo sarà sul ripiano e farà cadere i pezzi della vostra collezione. Meglio prevenire che curare!
Impeditegli di salire sui mobili. Il posto del gatto non è né a tavola, né sugli armadi, né sui ripiani. Riservategli un angolo, un piccolo nido, in altezza, da qualche parte in un posto che gli sia permesso, ad esempio sopra il suo grattatoio, e proibitegli l’accesso ai punti sconvenienti usando le punizioni quali lo spruzzo d’acqua, le trappole ecc.

Il rispetto delle persone

L’essere umano è un territorio

Precedentemente ho scritto che «il gatto considera l’uomo un suo territorio». L’uomo tuttavia è anche un suo simile, con il quale il gattino adotta diversi comportamenti, che in alcuni casi possono essere fastidiosi e in altri causare piccoli incidenti:
• l’utilizzazione dell’essere umano come albero;
• il gioco della lotta con le mani;
• il comportamento della caccia con le caviglie.

L’uomo-albero

Un albero, per un gattino, è fatto per arrampicarvisi e un ramo è fatto per saltarvi sopra. L’essere umano è piantato su due supporti verticali: un albero munito di due tronchi, arrampicarsi sul quale è un vero piacere. Così il gattino fa un salto, con le zampe anteriori si aggrappa alla tela spessa che riveste le gambe, in appoggio su quelle posteriori libera le prime e sale. In pochi movimenti il gattino è sulle spalle, dunque, per così dire, sul ramo principale. Un’altra tecnica usata dal micetto consiste nel salire su un mobile e saltare con un balzo sulle spalle della persona, e per evitare la perdita dell’equilibrio pianta per bene le unghie in modo da assicurare la presa. È così divertente!I proprietari si divertono con questi giochi, e non pensano che il gattino diventerà grande e che un pacchetto di muscoli di quattro chili che atterra sulla spalla, con tutte le unghie fuori, farà stringere i denti o urlare di dolore. Non hanno pensato che al posto della spessa tela di un jeans potrà esserci una sottile calza di nylon, se non addirittura della pelle nuda. Sfortunatamente né la calza né la pelle hanno la resistenza della corteccia e quindi le unghie vi si piantano e… il gatto non capisce perché il gioco non li diverte più. Quindi, non lasciate che il vostro gattino faccia cose che gli rifiuterete in seguito! In materia di educazione, la prevenzione è la nostra arma migliore.Il cucciolo ricerca il contatto con il nostro viso perché il marchio familiare si fa anche muso contro faccia, naso contro mento, sfregandosi e impregnandosi del reciproco odore. L’attrazione per il viso dell’uomo è una cosa normale per il gattino. Evitiamo che sia lui a venire da noi e andiamo noi da lui: accovacciamoci per accoglierlo e rifiutiamo che salga sulle nostre spalle.

La caccia all’uomo

La caccia è un comportamento innato. Consiste in una serie di piccole sequenze di movimenti che si combinano e si intrecciano, si attivano l’uno con l’altro per finire, talvolta, con la cattura della preda. Il gatto non caccia per mangiare, ma caccia per cacciare. Il comportamento potenzia se stesso, si autovalorizza spontaneamente: la caccia ricompensa la caccia.Quando non c’è una preda, la caccia scatta per tutto quello che le assomiglia, anche per un’esca. Una buona esca da selvaggina si muove, sussulta o si agita furtivamente, ed è di solito di piccole dimensioni. Nel nostro caso, una buona esca è un topo in peluche, una zampa di coniglio o, in mancanza d’altro, la caviglia della proprietaria. La caviglia si muove, saltella di qua e di là, ed è talvolta l’unica cosa che si muove in un appartamento monotono. Inoltre si trova a pochi centimetri dal pavimento, l’altezza ideale per una preda facile. Il gatto spia la caviglia, la segue con gli occhi, fa un balzo, la graffia, la morde e scappa perché l’oggetto urla, si agita e salta. Il gatto si sente ricompensato, e ricomincerà più spesso e con più forza. Il suo piacere viene condizionato velocemente a questa esca disponibile, sempre presente e in movimento. Attenzione alle vostre caviglie, proprietari di un gatto d’appartamento!

Le crisi di iperattività

Il gatto che esce in giardino sceglie altre esche: una foglia che svolazza, un ciuffo d’erba agitato dal vento; per lui la caviglia è un richiamo meno stimolante.In mancanza di un’esca, il comportamento della caccia, l’appostamento, l’assalto, l’inseguimento, il salto e tutte le altre sequenze della predazione si manifestano spontaneamente, a vuoto, senza un elemento scatenante; preferibilmente al mattino presto o alla sera. Il gatto è un cacciatore dell’aurora e del crepuscolo, per cui l’intensificarsi della luminosità e la sua diminuzione sono per lui dei fattori di veglia: è l’ora! L’ora della crisi del gatto d’appartamento.Il gatto si alza, le sue pupille si dilatano e il suo pelo si rizza, sussultando, abbassandosi e raddrizzandosi con effetto ondivago; è il cosiddetto fenomeno del rolling skin. Il gatto diventa ipersensibile e non sopporta il minimo rumore; si eccita sempre di più: salta, corre, si lancia contro i muri, rimbalza come una palla, attraversa il salotto, la sala da pranzo, la cucina, si lancia contro la finestra, e per fortuna questa è chiusa. Il gatto corre ovunque.La crisi dura qualche minuto, poi si tranquillizza, sfinito. La sua sensibilità si attenua e torna alla normalità. Si liscia il pelo e chiede di mangiare. La crisi è passata. Il verificarsi occasionale di queste crisi è normale in un gatto che vive in un ambiente in cui non si muove niente. Ma se sono frequenti indicano che l’animale non sta bene, ed è opportuno consultare il veterinario.

I disturbi comportamentali

Quando il gatto presenta gli atteggiamenti di cui ho parlato in questo capitolo, viene diagnosticato un disturbo del comportamento. Ma non è patologico, il gatto non è né malato né pazzo. È mal inserito nella società umana e lo dimostra assumendo atteggiamenti:
• distruttivi;
• aggressivi;
• iperattivi.
Il gatto non ha imparato a controllare le morsicature nei giochi di lotta, le graffiate nei giochi di boxe né quelle della marcatura visiva, le arrampicate sulle gambe, i salti sulla schiena, i morsi della caccia alle caviglie, le corse su e giù per l’appartamento.Il gatto è un monello e non ci può fare niente: non è colpa sua. Le responsabilità sono di una cattiva educazione e di un ambiente inadeguato. Bisogna educarlo, e non è mai troppo tardi!
Se le tecniche proposte in questa guida non si rivelano efficaci, è necessario consultare un veterinario comportamentista: il gatto può soffrire di una patologia comportamentale e aver bisogno di trattamenti specifici.

www.etadellacquario.it

D. Lessing, Gatti molto speciali
ed. La Tartaruga

segnalato da Katia da www.liberonweb.com

Venerato come simbolo della divinità e odiato come immagine del demonio, adorato e vezzeggiato
con intensità pari solo al sospetto e alla diffidenza che riesce a suscitare, il gatto è certo l'animale
più presente nelle diverse espressioni della cultura occidentale. Creatura misteriosa e affascinante,
ha saputo conquistarsi nei secoli un ruolo di assoluto privilegio anche in letteratura. Da Poe a Baudelaire, da T.S. Eliot a Hoffmann, da Colette a Lewis Carroll e a numerosi altri, il gatto compare assai spesso nella vita e nelle pagine di numerosi scrittori. Ma proprio perché così presente e amato,
le sue vicissitudini possono essere assunte come un ulteriore angolo visuale attraverso cui guardare
 alla vicenda - umana e letteraria - dello scrittore cui l'animale appartiene. È il caso di Doris Lessing
la quale, attraverso la vita e le storie dei gatti che da sempre accompagnano la sua esistenza,
traccia in questo libro un singolare ritratto di sé e dei mondi, tra loro diversi, che in compagnia di
questi felini ha fino a oggi attraversato. Gatti e gatte di ogni foggia e colore che in latitudini e tempi
diversi ingaggiano dialoghi con la scrittrice, da lei facendosi amare ma sempre comunque rispettare. Storie tenere, allegre, commoventi, che ci inducono a ripensare alla nostra stessa vita con occhi diversi, mentre ci regalano una inconsueta e straordinaria biografia di Doris Lessing, la più celebre e amata scrittrice inglese di oggi.

"Lampo, cane viaggiatore" di Elvio Barlettani, ed. Garzanti Scuola

segnalato da Paola su http://gattivity.blogosfere.it/oltre_le_vibrisse

Alla stazione di Campiglia, discesa obbligatoria per recarsi a Piombino e all'Isola d'Elba, c'è un piccolo monumento che ritrae un cane, zampa destra protesa, con accanto un berretto d'ordinanza da ferroviere. E' Lampo, il cane viaggiatore. In un luogo di gatti, c'è posto anche per lui.

Elvio Barlettani, il suo amico umano-ferroviere, nel 1962 scrisse un libro, ristampato nel 2002, sulla vita del quattrozampe traveller.
La storia  inizia con un'adozione, come tante, agosto 1953. Lampo trova casa grazie alla figlia di Barlettani, Virna. Per una notte... non di più. Ma l'indomani Lampo è ancora là, nell'ufficio della stazioncina. "Da quel giorno divenne la mia ombra - ha scritto Barlettani - e visto che era comparso all'improvviso, come un lampo, lo chiamammo così con gli altri ferrovieri". Lampo inizia a frequentare i vagoni passeggeri, quelli ristorante, è del tutto indipendente, sicuro di sé, fa su e giù dai convogli da stazione a stazione. Per tornare sempre a Campiglia. Nel timore di una fuga temporanea, una volta parte anche un ordine di servizio a tutte le fermate fra Grosseto e Civitavecchia: "Chi vedesse Lampo, fermarlo e spedirlo alla stazione di Campiglia con il primo treno utile". Un settimanale americano gli dedica la copertina: così arriva una scatola di biscotti per lui da Buffalo, Usa, via aerea...
La sera del 22 luglio 1961, il capomanovra di Campiglia, in lacrime, comunica a Barlettani che Lampo è stato investito. Lo seppelliscono ai piedi dell'acacia della stazioncina, in un giardinetto tranquillo.  Ma il cane campeggia, ben tronfio nelle foto d'epoca, anche sulla parete della sala d'attesa.

da www.zampette.it

IL MIO ZOO SOTTO LE STELLE

Margherita Hack - Bianca Pauluzzi
DI  RENZO  EDITORE


Cani, gatti e non solo, raccontati da Margherita Hack. Dopo La mia vita tra le stelle (II ed. 2003), la famosa astrofisica torna a pubblicare con Di Renzo Editore per farci conoscere la sua vita tra gli animali che ha incontrato, rac
colto dalla strada, curato e cresciuto. Insieme all’amica animalista Bianca Pauluzzi, ci guida alla scoperta di questi esseri silenziosi e fedeli che possono regalarci tanta gioia e ci sensibilizza al rispetto della natura e dell’ambiente che ci circonda. Storie, accompagnate da poesie, citazioni e foto per tutti gli appassionati e amanti degli animali. (Dai 12 ai 99 anni)

da www.zampette.it

AMICIZIE SPECIALI

Storie vere di animali disabili ma FELICI
Autore:
Amici di OscarDog
Collana: - Casa Editrice: Phasar Edizioni
Se vuoi prenotare una o più copie, puoi scrivere a
edizioni@oscardog.it

Recensione di Claudia Manuela Turco
Come recita il sottotitolo, l’antologia Amicizie “speciali” raccoglie, in forma di racconti tra i quali, però, spunta anche qualche poesia (ma squarci poetici si aprono di continuo nel corso dell’opera), “Storie vere di animali disabili ma FELICI”.
Malgrado gli autori siano tanti (alcuni noti come Sara Turetta, presidente dell’Associazione Save the Dogs o Laura Manzini di www.oscardog.it, sito Internet dedicato agli animali disabili), il volume si configura in modo piacevolmente unitario e gli animali protagonisti pare proprio di averli incontrati e conosciuti. Alcuni di loro sono divenuti famosi e reggono benissimo il confronto con Rin Tin Tin, Rex o Lassie. Infatti, sono eroi esemplari che molto hanno da insegnare a noi “umani”, in un mondo in cui la parola “eroe” di solito viene usata a sproposito o di cui si sostiene l’inapplicabilità per la natura intrinseca dell’uomo. Questi cani, gatti, furetti, coniglietti, uccellini hanno dimostrato come si possa affrontare il dolore con coraggio e dignità, come ci si possa ricostruire una seconda vita, come si possano scoprire, in se stessi, nuove risorse quando la sfortuna (che non di rado si può identificare con la crudeltà di qualcuno…) ti ha privato della tua integrità fisica cui avevi dannatamente diritto. Non si deve pensare che gli autori, protagonisti secondari di queste storie, abbiano sostenuto a tutti i costi e ciecamente il diritto alla vita. Hanno combattuto con la propria coscienza e sviscerato a fondo ogni possibilità. Ogni giorno devono affrontare tanti ostacoli per aiutare i loro animali, ma quello che ricevono in cambio non ha prezzo. Sono inestimabili l’affetto, il calore, la gratitudine di un cane o gatto o altro esserino peloso o piumato che ti riporta alle radici dell’esistenza, ricordandoti quanto poche siano le cose che contano davvero.
Questo libro strappa lacrime e sorrisi, scatena emozioni semplici e complesse al tempo stesso. Un paio di frasi di Gandhi potrebbero riassumere ogni singola storia narrata: “Tu e io siamo una cosa sola. Non posso farti del male senza ferirmi.”
L’intero ricavato sarà devoluto alle associazioni ONLUS e no-profit che hanno aiutato i protagonisti di questi racconti e che proseguono, tra tante difficoltà economiche, a portare avanti, con abnegazione totale, importanti progetti in Italia e all’estero (Associazione “Compagni di strada”, Progetto Piccolecucce, Associazione Italiana Furetti – Furettomania, Oasis des veterans, Save the dogs and the other animals, Colonia dei gatti di Torre Argentina, AAE – Associazione Animali Esotici e AAE – Conigli, Il giardino di Quark – Sezione ENPA – Ente Nazionale Protezione Animali – di Borgosesia).
L’antologia Amicizie “speciali” resterà nelle nostre librerie come una presenza viva: 370 pagine che donano una lettura intensa e difilato, arricchita da
numerose fotografie in bianco e nero e a colori, nonché da indicazioni utili per aiutare sia gli animali di famiglia, sia quelli che una famiglia purtroppo non ce l’hanno. Sia per chi naviga su Internet, sia per chi non ha Internet, tra un racconto e l’altro e in fondo al testo, si possono trovare rapide informazioni su tutte le associazione coinvolte nell’iniziativa (ma alcuni cenni vengono dedicati anche ad altre iniziative, comunque importanti per la tutela e il rispetto dei nostri amici più fedeli).

da www.zampette.it

LA MEDICINA NATURALE PER I NOSTRI ANIMALI
CURARLI MEGLIO, AMARLI DI PIÙ

Marie-France Muller - Edizioni "L'Età dell'Acquario"
Collana «Salute e Benessere» 
 

Come gli uomini, anche gli animali provano amore e dolore, gioia e sofferenza, e come noi devono affrontare gli alti e bassi della vita. Il rispetto e l’amore che nutriamo nei loro confronti, devono perciò suggerirgli un’attenzione particolare per la cura della loro salute. Chiunque voglia migliorare la salute e il benessere dei propri animali domestici, senza ricorrere a cure violente e inutilmente costose, ma al contrario scegliendo terapie dolci e veramente semplici, può ricorrere a questo agile volumetto, completo, chiaro e ben scritto che mette qualunque lettore in condizione di iniziare subito a «praticare». Oltre a offrirci molti utili consigli per un’alimentazione sana e corretta, infatti, Marie-France Muller illustra alcune tecniche, tutte naturali, che ci aiuteranno a rimettere in forma i nostri amici: dall’uso di due rimedi-miracolo, l’argilla e il cloruro di magnesio, alla fitoterapia, alla riflessologia, all’impiego di un metodo di massaggio vietnamita assolutamente rivoluzionario, il Dien’ Cham’. Tecniche di cura che, oltre a essere non invasive, atossiche e semplici da adottare, sono quasi sempre gratuite oppure hanno un costo molto contenuto.

Dal libro  
Si alle cure naturali anche per gli animali

Dopo circa trent’anni trascorsi a dispensare consigli sulla salute e le cure naturali alle persone della mia cerchia d’amici, ho potuto constatare quanto la richiesta fosse altrettanto pressante per ciò che riguardava i loro piccoli o grandi amici, considerando a giusto titolo che ciò che risultava buono per loro lo fosse anche per i loro animali: «A proposito, per il mio diabete mi avete consigliato la tisana di radice di malto puro e questa mi ha fatto bene. Anche il mio labrador è diabetico, che coincidenza!, credete che potrei darla anche a lui?»
«Con la polvere di uova di quaglia di cui voi mi avete parlato, il mio eczema è completamente sparito. La mia giumenta ne è ricoperta e niente sembra alleviarla. Potrei dargli lo stesso rimedio e in quale quantità?»
«Il mio gatto perde i peli. Il veterinario ha detto che si tratta di tigna e mi ha dato una pomata a base di cortisone. Siccome conosco i pericoli di questo farmaco, rifiutando io stesso di assumerlo, mi chiedevo se veramente non ci fosse un’altra soluzione?»

Questi esempi hanno fatto nascere in me l’idea di scrivere questa piccola guida. Da sempre la nostra casa è servita come clinica a ogni specie d’animale ferito. Quanti gatti,
che a detta del veterinario erano stati condannati alla fatidica iniezione, abbiamo visto riprendere le forze grazie all’uso di qualche pianta, dell’argilla o di un po’ di cloruro di magnesio…
Nel corso degli anni, con questi metodi, abbiamo ospitato e tratto in salvo tanti animali, domestici o selvatici.  
[…]
Oggi, degli strani suoni di trombetta mi hanno attirato in giardino dove ho avuto la sorpresa di trovare, appollaiati sulla porta del recinto, una splendida coppia di pavoni! Potrebbe questo episodio essere di buon auspicio, come credono i buddisti, per questo libro appena iniziato?
Senza dubbio i miei ospiti a sorpresa furono i più grandi maestri in materia, così come nel campo della sperimentazione e mi piacerebbe a questo proposito rendervi partecipi, almeno un po’, di questa meravigliosa esperienza, che rappresenta per noi umani lo stretto contatto con il mondo animale, talvolta ingiustamente denigrato e abbassato al rango d’inferiorità dalla nostra specie troppo spesso megalomane, nevrotica nonché antropocentrica.
Senza fare un esame completo della questione, peraltro impossibile in un contesto così ridotto qual è questo piccolo libro, in questa guida tratteremo diverse tecniche di base semplici da applicare. In questo modo scoprirete che sarà possibile curare i vostri animali utilizzando gli stessi rimedi che scegliete per voi stessi: diete adeguate, fitoterapia, ma anche i benefici della riflessologia e dei massaggi, tecniche poco e mal conosciute che hanno il vantaggio di essere inoffensive, non tossiche, facili da eseguire, quasi sempre gratuite o comunque a un prezzo molto conveniente!»    

PER INFORMAZIONI E RICHIESTE:EDIZIONI L’ETÀ DELL’ACQUARIO corso Re Umberto 37 10128 Torino - TO
Tel.  011 517 53 24
www.etadellacquario.it

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“Non più solo come un cane.
L’adozione del miglior amico dell’uomo”

Il libro può essere richiesto direttamente all'Associazione "Attenzione al Cane Onlus"
V.le G.D'Annunzio, 142 - 65127 PESCARA - email: attenzionealcane@hotmail.com

Il volume è opera dell’Associazione Onlus di Pescara “Attenzione al Cane” e, come si può facilmente intuire, è dedicato ai cani più sfortunati.

Sebbene contenga piacevoli letture e fotografie e divertenti illustrazioni, il vero scopo del libro è quello di incentivare l’adozione al fine di migliorare la vita dei cani in stato di abbandono, fornendo loro una opportunità oltre la rete dei rifugi e delle strutture ospitanti. L’adozione arreca, inoltre, un beneficio agli stessi canili, limitandone e contenendone il rischio di un sovraffollamento con conseguente inadeguatezza delle risorse materiali e della qualità del servizio offerto.

Il libro vuole fornire una guida pratica e sensata per chi intende adottare un cane, anche a distanza, in particolare presso un canile, pubblico o privato che sia. Fornisce, poi, alcune preziose indicazioni sulle recenti normative in materia, oltre a cenni sul “cosa fare” e numeri utili da chiamare quando si è testimoni di un caso di maltrattamento.

Purtroppo non tutti sono sensibili al potenziale d’amore e affetto che i cani, forse più di ogni altro mammifero, sono in grado di offrire; pertanto, il tentativo è anche quello di sensibilizzare chi è troppo antropocentrico sui diritti indiscutibili di tutte le altre specie viventi con le quali condividiamo il pianeta.

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TIMBUCTU' di Paul Auster Edizioni Einaudi tascabili

Il libro è di facile lettura, molto gradevole, scorre via sempre con piacere, ogni pagina sembra aver in sé una forza magnetica che, impellente, porta a scoprire quella successiva. Narra della storia di un cane, Mr. Bones, e del suo padrone: un ebreo la cui famiglia da tempo si era trasferita negli Stati Uniti per sfuggire alle persecuzioni perpetrate dalla Germania nazista durante l’ultimo conflitto mondiale, è un giovane vagabondo che ha intrapreso la sua strada raminga dopo un’allucinazione nella quale aveva visto un Babbo Natale che lo invitava ad andare per le città a scoprire qualcosa di non ben definito. Il fedele Mr. Bones lo accompagna, ma soprattutto gli rimane accanto nel momento più atroce, quando il tumore che lo sta divorando ha aperto sotto i suoi piedi il baratro nero della morte. Con la morte del padrone cominciano i guai per il povero Mr Bones, solo al mondo ma col suo bagaglio di consigli del suo padrone tra cui quello di evitare i ristoranti cinesi dove venivano uccisi e cucinati molto cani. Il cane è triste, vorrebbe raggiungere il padrone a Timbuctù, una sorta di paese dell’oblio, un nirvana dolce e tenero dove anche dopo la morte cane e padrone possono tornare a ricongiungersi nell’eternità. Ma proprio quando lo sconforto pare sopraffarlo Mr Bones trova una nuova famiglia con la quale poter tornare a vivere e ad essere cane.
Come detto, il romanzo è di facile lettura, dotato di vis narrandi, si giostra più che sull’azione sull’introspezione del rapporto cane padrone. È come una discesa nei recessi dell’animo del cane, una sorta di viaggio metanoico dal quale si riesce carichi di commozione e forse col desiderio impellente di adottare un cane. Se Dante con la Commedia, ci ha voluto condurre lungo i regni dell’
oltretomba, Auster senza la stessa pretesa letteraria ci porta in un commovente viaggio dentro la fedeltà del cane, dentro la sua solitudine e dentro la sua gioia.


recensione di Miriam:
E' la storia del cane Mr. Bones e di Willy, poeta giramondo: "abituati a viaggiare insieme sulle strade americane, Willy, poeta giramondo e Mr. Bones, cane dalla spiccata intelligenza, vengono separati dai freddi giochi del destino".
Ogni poeta eccentrico e giramondo merita un compagno che ascolti il suo canto cammin facendo, ogni grande narratore ha bisogno di un pubblico che ami le sue storie, e Willy G. Cristmas aveva Mr. Bones, Sancho Panza a 4 zampe sempre disposto a porgere l'orecchio all'eloquio dell'amico, a prestargli attenzione quando ne valeva ne pena, e anche, più spesso forse, quando non ne valeva: perché Willy Mr. Bones aveva con Willy un debito fondamentale, niente gerarchie cane - padrone tra loro, nessuna precedenza, nessun paternalismo.
Willy non avrebbe mai detto "é solo un cane", per lui Mr. Bones era una persona.
Alla fantasia di Willy non mancavano i nomi con cui ribattezzare l'amico: Sig. Osso, Mr. Baudelaire, Sig. Puccini, nomi che Mr. Bones, cane intelligentissimo, non aveva mai difficoltà a capire.
Da un giorno all0altro Mr. Bones deve cavarsela da solo, senza più la presenza logorroica ma familiare di Willy al suo fianco. E scopre che la giovinezza, il tempo dell'avventura e della scoperta sono finiti con Willy. Un'epoca diversa lo aspetta ora: affetto e cibo e riapro assicurato.
Mr. Bones dovrà imparare a cavarsela da solo, e a difendersi forse soprattutto da chi lo vorrà aiutare.
Così continuerà a scappare, finché in lui nascerà la convinzione di poter raggiungere Willy a Timbuctù, terra favolosa dove uomini e cani parlano la stessa lingua, e conversano da pari a pari.

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VOCI DI CANILI
di Anna Mazziotti Edizioni Helincon

Leggere "Voci di canili" per chi, di canili si occupa, è come ripercorrere, momento dopo momento, il proprio quotidiano. Un quotidiano cosparso di dolore, impotenza, rabbia.
Il filo conduttore è l’assoluta precarietà in cui si opera, l’incertezza del domani, la disperazione di oggi, ma anche le piccole esaltazioni per un cane che torna a vivere…
Anna Mazziotti, con la sua lunga esperienza di vita in "frontiera", riesce a cogliere le loro voci sommesse perché non ha spezzato il patto di solidarietà sottoscritto millenni fa tra i nostri antenati e il cane.
Complice l’oscurità della notte, i cani, illuminati dalla luna, intorno al grande sasso, in un rituale antico, si incontrano per esorcizzare ricordi di barbarie subite e inciviltà diffusa, ma le loro voci raccontano anche la profonda gratitudine per chi li ha aiutati.
I racconti canini si snocciolano lungo un percorso di via crucis inimmaginabile per chi, accecato dall'indifferenza, non vede oltre il proprio limitato orizzonte ma, tragicamente ripetuto per chi, abbattendo le barriere dell’egoismo ha scelto di dedicare la propria esistenza al raggiungimento di un’equità sociale che coinvolga anche gli altri viventi.
Un lirismo struggente coinvolge e graffia profondamente l’anima del lettore e racchiude la profonda ingiustizia alla quale sottoponiamo i mostri fratelli più piccoli. Ingiustizia, quando non è vera e propria criminalità, al perseguimento della quale tutti, indistintamente, contribuiamo anche semplicemente perché restiamo indifferenti alle loro "voci di dolore".

A cura della redazione scientifica di Prevention

“Rimedi casalinghi per cani e gatti”

 

segnalato da Marco:
Volevo segnalare questo libro particolare, una guida ed un aiuto per vivere meglio insieme ai nostri amici a 4 zampe.

E’ una vera e propria enciclopedia che in ordine alfabetico tratta un infinità di argomenti, dall’accoppiamento alla forfora, dall’insonnia alle zecche.

Sono consigli e suggerimenti, concentrati di saggezza e suggerimenti raccolti da oltre 200 veterinari ed esperti, di sicuro ci possono dare quel suggerimento in più per evitare quel problema o per educare in un certo modo il nostro amico peloso, suggerimenti che davvero non ci sarebbero mai passati per la testa, o che non avremmo mai immaginato potessero esistere né tantomeno funzionare.

E’ un libro comunque simpatico da leggere, presentato ad ogni voce con simpatia e allegria, ma sempre con competenza.

E’ utile anche da tenere sottomano per una veloce consultazione specifica, anche se suggerirei prima di leggerlo tutto per avere una panoramica completa.

I vari casi trattati vengono suddivisi a seconda che ci siano differenze tra il cane e il gatto.

Visto il prezzo basso, direi può essere un buon e utile acquisto.

Il maiale che cantava alla luna

Il libro di Jeffrey Moussaieff Masson, "Il maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria" (Ed. Il Saggiatore), è un libro toccante, ma rigorosamente scientifico e logico: d'altra parte è proprio sulla logica, e sul senso di giustizia che ciascuno di noi dovrebbe avere dentro, che si fonda la considerazione che tutti gli animali sono uguali, senzienti, e che non c'è alcuna giustificazione a tenerli prigionieri e ucciderli per i piaceri del nostro palato.

Il libro esamina approfonditamente i comportamenti, la "storia", le abitudini delle varie specie animali che vengono normalmente allevate al fine di essere macellate (o di produrre latte e uova, e poi essere comunque macellate).

Un libro assolutamente consigliato, perchè l'autore è davvero "dalla nostra parte" - cioè da quella degli animali - senza se e senza ma. Un libro consigliato a chi è ancora convinto che gli animali non sono tutti uguali, per mettersi alla prova... e un libro consigliato anche a tutti noi che sappiamo che gli animali sono tutti uguali, perchè ricco di informazioni, dati e fonti utilissime nel nostro attivismo di tutti i giorni.

Per leggere l'intera recensione:
http://www.agireora.org/info/news_dett.php?id=126

Per ordinare il libro:
http://www.agireoraedizioni.org/prodotto.php?id=179

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le più belle storie di Gatti
a cura di Lesley O' Mara
ed. TEA

Ecco un'altra raccolta di storie sugli animali, questa volta parliamo di gatti, anzi (come indicato in copertina) di "Sua Maestà il Gatto".
Sono 23 racconti di scrittori famosi che affrontano da vari punti di vista il tema della convivenza con un gatto.
Il libro si apre con Emile Zola e il suo "Il Paradiso dei Gatti", che non è quello che potrebbe sembrare, ma la conclusione a cui giunge un micio annoiato dopo aver provato a cambiare vita, e si chiude con Sylvia Townsend Warner  e "Il letto migliore ", anche qui un finale a sorpresa per un micio che cerca un caldo rifugio dove riposare. 
Non poteva mancare Rudyard Kipling con "Il gatto che andava sempre solo", storia del primo incontro tra gli animali selvatici e l'uomo (o meglio la donna) nella sua prima casa (la caverna), con il gatto che non accetta di diventare amico come il cane o servitore come il cavallo, ma conserva per sempre la sua indipendenza.
I racconti più divertenti sono quelli con i siamesi, i cui "poveri" proprietari devono sopportare il loro desiderio di essere sempre al centro dell'attenzione e le loro "capacità vocali"..... (vedi il racconto di Doreen Tovey "Un mare di guai" tratto dal suo libro "Roba da gatti", e "Kym" di Joyce Stranger).
Poi non può mancare un racconto del veterinario James Herriot, in questo caso su "I gatti della signora Bond", e in particolare sul gattone Boris.
Patricia Highsmith racconta de "La più grossa preda di Ming" nel suo consueto stile da thriller, Théophile Gautier ci offre la sua descrizione "letteraria" de "Le dinastie bianche e nere" (i 3 figli neri di due gatti bianchi), altri racconti di avventure di gatti che si salvano da situazioni pericolose ("La gatta che giocò a Robinson Crusoe"  di Charles G.D. Roberts, o "La gatta grassa" di Q. Patrick), e un ironico racconto di P.G. Wodehouse con "La storia di Webster", da gatto  "ecclesiastico" a ........
Insomma, un altro libro da gustare ad ogni pagina, per chi è già "gattofilo" o per chi desidera conoscere meglio questo mondo felino.


Cani da leggere
di SanGio ed. Publigold
e 101 cani d'autore
a cura di A. Paronuzzi ed. Muzzio

"Cani da leggere" raccoglie 20 storie vere sul rapporto uomo - cane: c'è Herik, cucciolotto trovatello, Dofi che fa la spesa e va in banca, Baba "alleata" dei genitori contro i figli, Bea insostituibile sostegno di due anziani coniugi, Pacho che porta sempre un fiore sulla tomba della padroncina morta,  Alì che fa l'arbitro di tennis, Caso che "adotta" la sua famiglia tra tante altre, Tobia che prende l'autobus, Wolky esperto di "pet therapy", ecc.
"101 cani d'autore" raccoglie invece 101 descrizioni di cani estrapolate da libri di autori famosi che non si sono occupati principalmente di animali. La nota dell'editore in apertura dichiara che: "la raccolta è didattica in quanto, se letta bene e con voce chiara, consente ai cani di avere una maggior coscienza di sé e, sicuramente, un po' più di autostima". Il primo racconto è purtroppo la triste fine di un cane da laboratorio (R. Adams), l'ultimo è un divertente episodio su un confronto diretto tra un cane di razza ed un incrocio (P.G. Wodehouse).
All'interno c'è una galleria di ritratti la più varia possibile, anche solo poche righe per descrivere l'aspetto o il carattere di un cane protagonista, o solo comparsa, di storie più o meno famose: c'è Nanà (bambinaia in "Peter Pan" di J.M. Barrie), c'è Tony (il primo cane di Agatha Christie ricordato nella sua autobiografia), c'è Armaduk (compagno di A. Fogar), c'è un cane in una storia di Don Camillo e Peppone (G. Guareschi), c'è Laika (la povera cagnetta lanciata nello spazio raccontata da Danilo Mainardi), c'è Duke (che scrive una de "Le lettere di Groucho Marx"), c'è Bendicò (nel "Gattopardo" di G. Tomasi di Lampedusa), c'è Ebano (il cane di Archie Goodwin, assistente di Nero Wolfe).
Poi ci sono cani che nella vita di tutti i giorni aiutano i propri compagni a 2 zampe e a volte sacrificano la loro vita per loro: ricordo Ingraban (E. von Armin), Fido (R. Bradbury), un altro Fido (G. Celli),  Skipper (J. Herriot), Barone (C. Levi), Amico (S. Onofri), Murò (L. Romano), Charley (J. Steinbeck), e poi vi invito a scoprire tutti gli altri.
Ogni cane ha la sua storia, ogni padrone ha centinaia di episodi da raccontare, ed è sempre piacevole leggere come tante persone riconoscono la peculiarità del proprio compagno e ci tengono a ricordarlo e immortalarlo nei propri racconti.

Il cane che salvava i gatti
- Una storia vera -
di P. Gonzalez e L. Fleischer
ed. Mondadori   (edizione del 1997)

Ecco una di quelle storie che tocca veramente il cuore degli amanti sia dei cani che dei gatti, persone che riconoscono le straordinarie capacità degli animali di cambiare la vita delle persone.... in meglio naturalmente !!!
Si tratta di una storia vera raccontata dallo stesso protagonista Philip Gonzalez. Tutto ha inizio con un incidente sul lavoro, a causa del quale Philip rischia l'amputazione del braccio destro, e che comunque lo lascia invalido a soli 40 anni. Philip era sempre stato un uomo molto attivo e questa situazione lo porta alla depressione: non esce più di casa, non cura più il suo aspetto fisico, perde qualsiasi interesse nella vita e quasi tutti gli amici, tranne una, Sheilah Harris.
E' proprio Sheilah che un bel giorno decide di "dargli una scossa" e di portarlo al canile a vedere se trova un cane che possa almeno costringerlo ad uscire di casa e che gli faccia compagnia. A Sheilah non piacevano i gatti, e Philip aveva in mente un bel cane di grossa taglia, un maschio, che gli altri gli avrebbero invidiato, e che avrebbe anche costituito una buona difesa per una persona che vive sola e per di più invalida.
Immaginate già come va a finire ??
Dopo aver girato per le varie gabbie, senza che nessun cane abbia destato il suo interesse, ad un certo punto Philip arriva ad una gabbia con un dobermann pinscher (della taglia giusta !!) e una cagnetta di razza mista che aveva partorito da poco ed era stata sterilizzata. La povera cagnetta ha ancora i punti di sutura , un bendaggio intorno alla vita, e fa fatica a camminare, ma quando vede Philip avanza con fatica fino alla porta della gabbia: "era davvero uno strano esemplare, un misto di husky siberiano e di schnauzer... Aveva un musetto interessante: occhi vivaci, sopracciglia e baffi bianchi, un'espressione intelligente, curiosa e buffa. Ma con un corpo lungo e scarnito, zampe elisi e un po' storte....."
Philip riconosce di avere qualcosa in comune con la cagnetta: entrambi sono reduci da un grave intervento, a lei hanno ricucito il ventre, a lui il braccio.  Dopo varie insistenze di Sheilah e dell'addetto del canile (Philip voleva un cane di grossa taglia e maschio, questa era una cagnetta esile e femmina...), Philip porta la cagnetta a fare una passeggiata "di prova". Dopo alcuni metri, la cagnetta all'improvviso si ferma. Philip la guarda, i loro sguardi si incrociano, "avrei giurato che stesse sorridendomi".... , intravede in quegli occhi gioiosi, comprensivi e intelligenti straordinarie qualità interiori e decide che quello sarebbe stato il suo cane.
L'addetto al canile gli racconta quello che sa del suo passato, di come era stata abbandonata con i suoi piccoli, e che quando l'avevano trovata era pelle e ossa, disidratata e prossima a morire di fame. Per quanto poi al rifugio mangiasse, il suo fisico ormai faceva fatica a metabolizzare il cibo, per cui era rimasta magrolina. I suoi cuccioli erano stati adottati ed ora finalmente anche lei aveva trovato una nuova casa.
Il suo nome ora è Ginny.
Non passa molto tempo che Philip si accorge dell'effetto che ha Ginny su perfetti sconosciuti: "lei adora essere al centro dell'attenzione e gli altri sono subito conquistati dalla sua affettuosa cordialità e non possono fare a meno di ricambiarla". Passano altri pochi giorni e Philip deve rendersi conto di un'altra particolarità della cagnetta: Ginny ha una vera predilezione per ..... i gatti !! Appena vede un gatto randagio gli si avvicina subito e ... si mette a giocare con lui.
Quando allora Philip pensa di darle una compagnia in casa, ecco che la porta a scegliere un micino al rifugio: Ginny passa tutte le gabbie, poi si ferma davanti a quella di una micia bianca con gli occhi azzurri: ecco Madame, che non è però una micia qualsiasi, ma una micia sorda. 
Insomma, Ginny diventa la salvatrice dei gatti più bisognosi: durante le normali passeggiate, se ad un certo punto lei si ferma e tira da una certa parte, Philip può essere sicuro che là c'è un micio in difficoltà, e così è ogni volta.
La seconda "gatta di Ginny" è Vogue, salvata da un gruppo di uomini che la prendevano a calci, poi arriva Revlon, a cui era stato dovuto asportare un occhio, quindi è la volta di Betty Boop, a cui mancavano le zampe posteriori e parte della coda, poi c'è Topsy, che per una ipoplasia cerebrale congenita non era in grado di camminare, poi arrivano Tiger, Spot e Cesare tre cucciolini che stavano per morire intrappolati in un tubo in un cantiere e coperti di pulci e zecche, poi si aggiunge Solomon, quindi Darlene, una ex-randagia col suo piccolo Sasha, e Calliope, poi Dotty, che aveva rischiato di morire avvelenata, e Napoleone, che aveva rischiato di perdere una zampa per un'infezione, infine arriva Rosie, strappata alla morte in un cassonetto delle immondizie.
Philip e Sheila naturalmente si occupano anche di sfamare e curare numerosi gatti randagi della zona, scontrandosi spesso con l'ignoranza e la crudeltà di persone che hanno il coraggio di prendersela solo con piccoli esseri indifesi e non con persone come loro.... Trovano invece grande aiuto in veterinari che li aiutano a sterilizzare e operare tutti i loro gatti (di casa e "di fuori") facendo degli sconti e tenendo un conto aperto. 
Insomma, il libro è il racconto di un'avventura straordinaria, del cambiamento di vita che Ginny apporta non solo in Philip, ma anche in Sheilah, che prima non amava i gatti, e soprattutto nei numerosissimi gatti che riesce a salvare con il suo "radar" che capta la sofferenza e il malessere di tutti, uomini compresi.
"Ginny .. mi ha insegnato la lezione più importante: la vita senza amore non ha senso, offrire amore è più gratificante del riceverne, e le creature più umili, le più svantaggiate, meritano l'affetto più grande".
Io consiglio a "cinofili e gattofili" di non perdere questo libro, e perchè no, anche a chi non ama particolarmente gli animali, chissà mai che Ginny compia un altro miracolo e faccia cambiare idea anche a loro !!!!

I nostri cani e gatti vi aspettano in canile, e alcune loro storie a lieto fine sono già sul nostro sito.
Venite a trovarci !!!!

La mente del cane     di Bruce Fogle
ed. Armenia  (edizione del 2000)

Bruce Fogle è un veterinario impegnato da anni nello studio del comportamento del cane, e in questo testo ci offre un'analisi della psicologia canina in riferimento all'anatomia e alla fisiologia della mente del cane.
La prima parte è dedicata alla genetica della mente (geni, cellule, cromosomi), al cervello (come funziona, come si sviluppa, come ogni area riguardi un certo tipo di informazioni, e come anche noi possiamo fornire stimoli utili al suo sviluppo), ai sensi (quanto sono importanti fin dalla nascita il tatto, il gusto, l'udito, la vista, l'olfatto, e comprendendo come funzionano i sensi dei cani possiamo capire meglio alcuni loro atteggiamenti), agli ormoni (come influenzano  la mente e quindi i comportamenti, e gli effetti della sterilizzazione o castrazione) e alla comunicazione (importante soprattutto quella non verbale nell'interazione tra cani ma anche tra cani e umani, con una rappresentazione grafica delle espressioni e dei movimenti del corpo che rivelano lo stato mentale del cane).
La seconda parte riguarda l'apprendimento e il comportamento sociale del cane.
Possiamo seguire il cucciolo nello sviluppo della sua mente dalla nascita attraverso il rapporto con la madre ed i fratelli, l'importanza del contatto precoce con l'uomo, la necessità di una corretta socializzazione dalle 4 settimane in poi per poter diventare dei cani adulti equilibrati ed in grado di stabilire un corretto rapporto con il padrone.
"I cani non fanno che apprendere e il nostro obiettivo è di controllare gli stimoli, le risposte e le ricompense".
Fogle analizza poi i vari tipi di aggressività (di dominanza, possessiva, di paura, di protezione, tra maschi, predatoria, da causa sconosciuta, appresa) con consigli sulla prevenzione e sul trattamento per curarla, le varie paure, fobie o ansie che colpiscono alcuni cani (ansia da separazione), cerca di spiegare alcuni comportamenti comuni riguardo al cibo, all'esplorazione, alla vita nel branco, e dedica l'ultimo capitolo alla mente dell'anziano e del malato, come e perché l'età o la malattia possono  influenzare alcuni atteggiamenti (maggiore irritabilità).
In appendice un breviario sui principali comandi a cui ogni cane dovrebbe rispondere.
In conclusione, un interessante viaggio nella mente dei nostri amici che devono essere amati ma anche capiti, come loro stessi comprendono i nostri stati d'animo e i nostri umori.

Recensione al libro
Gabbie vuote - la sfida dei diritti degli animali
di Tom Regan

Gli animali hanno dei diritti? Quali sono e in base a quali principi li uccidiamo e li sfruttiamo? Gli animalisti sono "solo" dei terroristi come spesso vengono descritto dall'opinione pubblica? Il più importante portavoce filosofico del movimento per i diritti animali demolisce l'immagine negativa che i media danno dei difensori dei diritti animali, smaschera la retorica disonesta del "trattamento umano" sostenuta da chi sfrutta gli animali e spiega come la legislazione attualmente vigente sia disegnata al fine di favorire la crudeltà istituzionalizzata. Uno scioccante libro-denuncia degli abusi subiti dagli animali. Un contributo fondamentale e duraturo che modificherà profondamente la storia del movimento animalista.

Recensione al libro
Liberazione animale
di Peter Singer


 Un atto d'accusa chiaro e documentato. Uno spunto per una nuova etica. Un libro da cui scaturisce un movimento internazionale, che ha fatto la storia delle idee... finalmente ripubblicato. Quando si prende in mano un libro, ci si aspetta di rimanere avvinti in una storia, di approfondire un argomento, di conoscere fatti.
Non di vedersi ribaltare la prospettiva con cui consideriamo normalmente la realtà.
Questo libro lo fa. Lo ha fatto nel 1975: quando è uscito Animal Liberation è scoppiato un dibattito di proporzioni mondiali, e soprattutto è nato un movimento d'idee, a difesa dei diritti degli animali, che si è propagato in tutti i settori, politico (con nuove leggi e trattati a protezione degli animali), filosofico (sullo status e diritti di ogni essere vivente), economico (con boicottaggi di prodotti che nel processo industriale comportavano sofferenze agli animali)...
Nel 1975 ha raccolto dati, documenti e testimonianze sulla crudeltà insita e nascosta in alcune attività umane, dalla ricerca scientifica all'alimentazione, dall'industria cosmetica a quella militare. Li ha presentati in questo libro, scritto con linguaggio chiaro piano e coinvolgente, con un inserto fotografico e, in conclusione, alcune riflessioni etiche.  

L'autore

Peter Singer oggi è docente di filosofia morale alla prestigiosa università di Princeton, Usa. È stato professore di filosofia, ha diretto il Centre for Human Bioethics alla Monash University di Melbourne, in Australia, ed è fondatore dell'International Association of Bioethics. Animal Liberation è il primo libro, e il primo atto del movimento per i diritti degli animali. È autore anche di 'In Defence of Animals', di 'The Expanding Circle', di 'Etica pratica' e di un'indagine sulle nuove prospettive della bioetica - 'Ripensare la vita' - sui temi dell'eutanasia, della ridefinizione dei termini "vita" e "morte", sulla necessità di "rimpiazzare una vecchia etica". Recentemente è stato coinvolto nel 'The Great Ape Project', gruppo di studio internazionale e interdisciplinare che si propone di fornire gli elementi conoscitivi per estendere la personalità giuridica e diritti legali ai primati più vicini all'uomo.

Il mio cane For Dummies     di Gina Spadafori
ed. Apogeo
(riferimenti  all'edizione del 1998)

Come indicato sulla copertina, e già questo dice tutto, "se avesse una carta di credito, è sicuramente il libro che il vostro cane vi regalerebbe".
Può essere più utile per chi non ha mai avuto un cane, ma è sicuramente divertente da leggere per tutti, e poi .... c'è sempre qualcosa da imparare  !!
L'indice generale recita:
* Parte I: Iniziare a pensare al cane
                Capitolo 1: Considerare le possibilità canine
                Capitolo 2: Guardare più da vicino
                Capitolo 3: Allevatori, canili e altro
                Capitolo 4: Tutto il necessario
* Parte II: Far entrare un cucciolo o un cane adulto nella nostra vita
                Capitolo 5: Scegliere e portare a casa un cucciolo
                Capitolo 6: Addestramento di base per i cuccioli
                Capitolo 7: Cure veterinarie per il cucciolo
                Capitolo 8: Abituare i cuccioli (e gli adulti) alla casa
                Capitolo 9: Adottare un cane adulto
* Parte III: Vita col cane
                Capitolo 10: Avere un cane sano e felice
                Capitolo 11: Addestramento di base
                Capitolo 12: Risolvere i problemi
                Capitolo 13: Farlo accoppiare o no?
                Capitolo 14: Il cane anziano
* Parte IV: Divertirsi col cane
                Capitolo 15: In viaggio col cane
                Capitolo 16: Le competizioni canine
* Parte V: La parte dei 10
                Capitolo 17: 10 miti sui cani, sfatati!
                Capitolo 18: 10 modi per avere un cane e un bel giardino
                Capitolo 19: 10 consigli per affrontare una sciagura con il cane
                Capitolo 20: 10 giochetti divertenti da insegnare al cane
                Capitolo 21: Alcune domande da fare quando comprate un      
                                            cucciolo di razza 
                Capitolo 22: Il cane nella rete
* Appendice: Le razze canine (e gli sport con il cane)

Come forse si può intuire, non si tratta del classico manuale sui cani, ma è una miniera preziosa di informazioni scritte in modo semplice e divertente per accompagnarci in tutte le fasi fin dalla prima idea sulla possibilità di prendere un cane con noi, alla scelta di dove andarlo a prendere (naturalmente la scelta migliore è il canile, n.d.r.), alle domande basilari sulle cure veterinarie, a eventuali problemi di comportamento, ma soprattutto offre molti consigli semplici da seguire su come essere felici col proprio cane e su come avere un cane felice.
Da non perdere sono le vignette che accompagnano la divisione in Parti, simpatiche e utili sono le foto o i disegni che accompagnano il testo, le icone evidenziano tipi diversi di informazioni (l'icona del "ringhio" indica alcuni errori comuni commessi dai proprietari ed i trucchi per evitarli), interessanti sono i riquadri con spiegazioni più particolareggiate di alcuni punti importanti toccati nel testo.
Al capitolo 2 sulla scelta del cane, si parla di meticci in modo molto positivo e si ricorda che per quanto esistano gli standard di razza, non si può acquistare un cucciolo col pedigree ed essere sicuri che non si avranno mai problemi con quel cane. Bisogna conoscere bene le caratteristiche di ogni razza (l'aspetto non è sufficiente), scegliere quelle che più si adattano alle nostre possibilità, conoscere anche i problemi che ogni razza può avere, e comunque non si ha la garanzia di avere un cane "perfetto" se non siamo prima noi padroni "perfetti" e questo possiamo benissimo esserlo anche con un meticcio.
L'autrice offre comunque consigli su come cercare un cane di qualunque tipo. Per scegliere un cane in canile il consiglio è quello di non lasciarsi convincere dallo sguardo più triste o dalla situazione di maggior bisogno, ma di cercare il cane più adatto a noi, in base alle nostre disponibilità di tempo, spazio, e abitudini generali. Prima di portare a casa, invece, un cane magari trovato per strada è necessario sempre fare di tutto per accertarsi che non sia stato smarrito, e per quanto possa sembrare una soluzione comoda al momento, può non rivelarsi la migliore a lungo termine.
Ci sono poi consigli sul cibo, sulla sistemazione in casa o fuori, su come fare una "prima buona impressione" al nuovo amico in modo che sappia da subito chi è il capo ("un capo dolce, ma un capo.... il cane vi amerà perché siete il suo capo: così sono fatti i cani"), su come insegnargli i comandi di base (seduto, a terra, resta, piede, vieni, lascia, comandi che a volte possono salvare la vita di un cane), su come mantenerlo bello e in buona salute, su come affrontare eventuali problemi comportamentali (come abbaiare, rosicchiare oggetti, scavare), e su come prendersi cura di un cane anziano.
Infine, i 10 miti sfatati: luoghi comuni che molti danno per certi e che invece spesso si rivelano inesatti: la femmina deve aver raggiunto il primo calore prima di venire sterilizzata, la sterilizzazione fa ingrassare, i cani mangiano l'erba perché hanno lo stomaco in disordine, can che abbaia non morde, ecc.
Insomma, un testo completo ma che si legge con allegria, e che fa quasi venire voglia di adottare un cane........
Io spero almeno di aver fatto venire voglia a qualcuno di leggere il libro, e comunque c'è un'intera bibliografia tra cui scegliere il testo più adatto a noi, perché saperne di più sugli animali è sempre utile per avere un corretto rapporto con loro, e problemi che a noi sembrano insormontabili magari sono facilmente risolvibili con l'aiuto di qualche esperto (veterinario o comportamentista o addestratore).

Ci vediamo in libreria ..... e in canile  !!!!!

 


   

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Aggiornato il: 05 gennaio 2008